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ALTRI SGUARDI

L'Associazione ha come scopo principale quello di sviluppare una didattica interculturale attraverso le immagini della quotidianità. Perché, come afferma Rasheed Araeen in Global Vision, «ciò che è indispensabile oggi non è semplicemente documentare altre realtà quanto moltiplicare le visioni».

La moltiplicazione di prospettive e di interpretazioni consente infatti una più variegata e migliore comprensione di contesti e motivazioni per un più fruttuoso dibattito e scambio. L’”intercultura”, se vogliamo continuare ad usare questo termine (che dal punto di vista pragmatico non ha un vero e proprio significato), è presentare “itinerari di persone, cose, idee” che tracciano modelli e creano connessioni lungo line geografiche che hanno poco a che fare con i confini nazionali ma che si collocano e vengono recepiti di volta in volta in ambienti specifici.

L’attività preponderante dell’associazione è quella di fornire ai ragazzi, attraverso una metodologia trasversale nel quale tutti possano mettere in gioco il proprio “punto di vista”, strumenti per imparare ad osservare le immagini in maniera critica.

Dal monitoraggio svolto in questi anni a contatto con migliaia di alunni di varie età, in occasione di percorsi espositivi interattivi, ci siamo resi conto di come le immagini costituiscano appunto le loro maggiori fonti di approvvigionamento di informazione. Fotografie, pubblicità, video... veicolano informazioni che invadono la loro vita quotidiana – ma anche la nostra di adulti – e orientano pensieri e giudizi. E sono informazioni che veicolano una verità che spesso si rivela “drammatica” per le implicazioni sociali e culturali sottese dall’etnocentrismo. È del resto riconosciuto – e anche con una certa evidenza empirica – che i giudizi e i pregiudizi sull’"altro" sono alimentati in primo luogo dalle immagini, le quali possiedono il frastornante potere di confondere il “vedere” con il “sapere”. Se è retorico dire che viviamo nella società delle immagini, è d’altro lato paradossale la quasi totale assenza di percorsi di lettura critica delle immagini e, soprattutto, di tracciati per conoscere le modalità di approccio cognitivo alle stesse. Non dobbiamo dimenticare che si impara a “vedere” come a leggere e a scrivere. 

MANI

È evidente l’importanza data alla pragmatica interculturale. Mani è un progetto educativo che intende basarsi non sull’uso di parole, ma su azioni pratiche costanti. Per questo, da parte degli utenti, ogni percorso viene svolto in termini interattivi e attraverso esperienze concrete.

Mani è metafora e concetto limine. Rappresenta le difficoltà e le insidie nascoste all’interno della cosiddetta pratica interculturale. Un percorso “rischioso”, difficile come camminare su un filo sottile, stando sempre bene attenti a non cadere né da una parte né dall’altra. Ogni eccesso, anche quello culturale, può produrre effetti contrari. Mani è il sottile stato liminare: con le mani si può fare la pace ma anche la guerra. È la ricerca di quella via intermedia di un sano confronto – e magari anche sano conflitto – che questo strumento ci può insegnare 

Per fare
o disfare il mondo
per dipingerlo
o imbrattarlo
per costruirlo
o distruggerlo

Queste sono solo alcune
delle potenzialità
che abbiamo
nelle nostre mani

           
   ekappa

 

per informazioni:

055.3215128 - 349.5566186  -  340.8110087
 
manialtrisguardi@yahoo.it