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Servizi per le scuole

 

L’Associazione Mani Altri Sguardi si propone come un ente che offre servizi educativi complementari per le scuole primarie e secondarie. Si tratta di percorsi didattici interattivi ed innovativi, che affrontano diversi temi di valenza antropologica e che sperimentano, attraverso attività ludiche, nuovi approcci alle "geografie", alle "arti", alle "matematiche", alle "religioni", alle diverse modalità di comunicazione verbale e non verbale.

Elenchiamo qui di seguito alcune possibili piste didattiche tratte dai percorsi espositivi che l'Associazione propone alle scuole. Le tematiche affrontate sono condotte con linguaggi, modalità e tempi differenziati a seconda degli approfondimenti richiesti e delle fasce d'età.

 

 

DAL PERCORSO ESPOSITIVO “MAPPE, ROTTE E PARALLELI”

L’invenzione del metro e le mappe incorporate
 
(materie interessate: letteratura, storia, matematica, scienze, arte)

Nel 1799 fu definita l’introduzione del sistema metrico in seguito all’iniziativa di Napoleone che aveva istituto una commissione per mettere ordine nell’organizzazione dei pesi e delle misure.
Il nuovo sistema di misura nacque ancorandosi al denominatore comune di una serie di sistemi di misurazione che si fondavano sul confronto tra parti del corpo e distanze. Infatti il pollice inch rappresenta l’ampiezza del dito mentre il piede foot (12 inches) in origine corrispondeva alla lunghezza dell’arto benché poi divenne ben più lungo. La iarda yard (3 feet) corrispondeva anticamente alla distanza tra la punta del naso e l’estremità del dito medio. Il cubito, era rappresentato dall’avambraccio (circa 52 cm) e il miglio romano corrispondeva a circa 1000 passi (di qui pietra miliare) e 1 passo medio è prossimo a 1 metro.
Si traccia il percorso che giunge a definire il passaggio dal concetto di luogo, come misura relativa che muta di volta in volta e che non ha nulla di standard, a quello di spazio, uniforme e continuo. A tal fine si prenderanno in considerazione alcuni brani del Milione di Marco Polo e del diario di bordo di Cristoforo Colombo.

Materiali utilizzati durante il percorso: proiezioni di filmati, strumenti diversi di misurazione, letture, rappresentazioni del corpo umano.


 
Il corpo nella definizione del tempo/spazio in prospettiva interculturale
 
(materie interessate: letteratura, storia, scienze, matematica, scienze, arte)

“Ogni uomo sempre si trova nel mezzo del mondo e sotto il mezzo del suo emisperio e sopra il centro d’esso mondo” (Leonardo, codice Trivulziano).
In tutte le culture umane, il corpo ha un ruolo importante ai fini dell’orientamento; le parti che lo compongono sono chiamate a perfezionare e a suddividere la percezione dello spazio.
La postura eretta dell’uomo è anche ciò che determina, in modo universale, le coordinate per l’orientamento. L’uomo in piedi ha a disposizione un’intersezione di assi già data. Se fissa lo sguardo dinanzi a se si trova orientato lungo una linea ininterrotta di cui egli occupa un punto: da lui stesso hanno origine il davanti e il dietro. Simmetricamente a questa divisione, ce n’è una seconda, quella che divide lo spazio ai suoi due lati; e ce n’è una terza, quella tra l’alto e il basso. E poiché l’uomo genera lo spazio, egli non può che occuparne sempre la posizione centrale, secondo la notazione leonardesca.
Se ci pensiamo bene, questa divisione dello spazio è molto soggettiva, infatti basta fare un leggero movimento di rotazione del corpo e, in un attimo, quel che era davanti è ora sulla destra, quel che era dietro viene a trovarsi sulla sinistra.
La categorizzazione delle parti del corpo non è “universale”: varia a seconda delle culture, dei contesti generazionali e dei diversi ambiti della vita umana (esempio: fare “fallo di mano” nel mondo calcistico significa urtare la palle non solo con le dia, ma anche con il braccio sino alla spalla).
In questo percorso sarà possibile conoscere modi diversi di considerare e “misurare” il tempo e lo spazio (presente, passato e futuro non sono concetti universali).
Anche se il corpo culturale è qualcosa di diverso da quel che prevedono le “nostre” categorie anatomiche, è importante considerare che società diverse hanno trovato nel corpo un modello potente per cogliere le relazioni spaziali sia delle cose rispetto alla persona, sia delle cose tra loro, sia di parti all’interno delle cose stesse.
Il detto greco “di tutte le cose è misura l’uomo”, ci ricorda che le misure delle cose sono corporee (piedi, braccio), il linguaggio stesso è visto come un corpo articolato (articolo, cesura, dieresi), e perfino il tempo è analizzato a volte su un riferimento corporeo.
In molte culture la proiezione corporea è immediatamente evidente nella descrizione delle cose e del territorio (il collo della bottiglia, le gambe del tavolo, le facce del dado, ai piedi del monte, un braccio di mare).

Materiali utilizzati durante il percorso: proiezioni di filmati, strumenti diversi di misurazione, letture, rappresentazioni del corpo umano, mappe geografiche di diverse popolazioni, carte geografiche
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Mappe geografiche interculturali e modi di orientarsi
 
(materie interessate: religione, letteratura, storia, scienze, matematica, scienze, arte)

Sono prese in considerazione diverse modalità di rappresentazione dello spazio-tempo in contesti geografici e culturali diversi.

- Dai mattang polinesiani alle mappe lignee dei Luba del Congo e il loro rapporto con il mondo degli antenati. Sono presi in considerazione diversi modi e supporti per costruire “carte” geografiche.
Le diverse modalità di definire lo spazio e il tempo hanno importanti ed efficaci effetti sulla vita quotidiana, e sulle credenze religiose dei diversi popoli.

- Medio-Oriente: ma rispetto a chi?
Sono prese in considerazione diverse mappe geografiche con differenti convenzioni spaziali (ad es. La mappa di Hereford questa ha l’est in alto, con Gerusalemme al centro, e fu usata per abbellire l’altare, nella cattedrale di Hereford. L’Italia di Idrisi con il “sud” a “nord” e il “nord” a “sud”).

- Le mappe islamiche.
Non è del tutto corretto chiamare questo gruppo di mappe, “mappe arabe“, perché in esso sono contenute opere di Persiani, Siriani e persone di altra nazionalità, e dato che tutti i cartografi di questo gruppo scrivevano in Arabo, il complesso è stato chiamato con il termine di Cartografia Islamica.
Uno spazio particolare è dato alla notevole opera del geografo Abdullah Ibn Idrisi, nato nel 1099 a Ceuta e che fu chiamato alla corte di re Ruggero II. Va detto che i governanti normanni posero speciali cure nel mantenere la cultura araba e anzi nel valorizzarla in tutti i modi. Il re normanno Ruggero II il Guiscardo, tra le molte scienze, protesse specialmente la geografia.

- Rapporti tra la cartografia olandese e l’antropologia.
Si prendono in esame le carte olandesi e le rappresentazioni grafiche del territorio e delle culture umane.

Materiali utilizzati durante il percorso: proiezioni di filmati, strumenti diversi di misurazione, letture, rappresentazioni del corpo umano, immagini, video, carte geografiche.



Mappe per conquistare

(materie interessate: religione, letteratura, storia, scienze, matematica, scienze, arte)

La storia della cartografia. La conoscenza e la “conquista” del pianeta Terra. Dal possesso delle “carte” al possesso dei “territori disegnati”. Storia della cartografia greca e romana.


 
Mappe, emozioni e territorio

Altri sguardi, altre mappe. Il mondo disegnato a partire da casa mia. I miei “territori” di conquista: famiglia, scuola, amici.


 
Mappe per navigare

- L’emigrazione italiana. Gli italiani sono stati protagonisti del più grande esodo migratorio della storia moderna.

- Le nuove migrazioni. Ragioni storiche, motivazioni economiche, opportunismi politici. Un’occasione per rifondare la convivenza.


 
Diversi centri

- Storia del mappamondo e della carta geografica.

- Il labirinto e l’impossibilità del centro.

- La pluralità dei punti di vista per raccontare se stessi e gli altri raccontate attraverso diverse carte geografiche. Dalla carta di Mercatore, alla carta di Arno Peters e alla proiezione di Frank Canters.

- Vedere dall’alto e da lontano. Il telerilevamento e la geopolitica delle carte di credito.


 
Mappe per delimitare

- Significati del confine in una prospettiva interculturale.

- Come si costruisce un confine.

- Il confine portatile e il confine fisso. Il concetto di abitante, ospite e straniero.

- Il confine come spazio del conflitto.

- Spiegare il concetto dell’identità attraverso la carta geografica.

- Lezioni di storia attraverso la carte geografica.

Materiali utilizzati durante il percorso: proiezioni di filmati, strumenti diversi di misurazione, letture, rappresentazioni del corpo umano, mappe geografiche di diverse popolazioni, carte geografiche, giochi, giochi di ruolo.



 
DAL PERCORSO ESPOSITIVO “MAI DIRE SQUOLA”

Destinatari dei temi affrontati nelle classi sono i ragazzi delle scuole elementari e medie, in stretta attinenza con percorsi di educazione all’immagine, alla convivenza civile, all’educazione stradale, all’educazione ambientale, all’educazione all’affettività riguardo al rapporto tra i generi nelle varie culture.

Si realizzano cicli di incontri sulla lettura critica delle immagini a partire dalla conoscenza e osservazione della segnaletica stradale.

- Dall'astrazione al differenziarsi profondo delle cose del mondo: dall'educazione alla lettura critica di immagini (segnaletica, pubblicità, video), all'osservazione e alla descrizione dei "paesaggi" quotidiani.

- Maschile/femminile: i segnali stradali raccolti nella mostra offrono diverse rappresentazioni del genere maschile e femminile. Il tema sarà esplorato con letture, film e giochi.

- Entrare nei segnali stradali e reinventare le storie. Dove corrono i bambini che "escono" dal segnale della Danimarca? E dove giocano i bambini del segnale della Bulgaria?

- Cos'è la scuola? La mostra permette di conoscere diversi modelli educativi, tanto formali quanto informali; il laboratorio intende far emergere aspettative e percezioni nei confronti della scuola da parte degli allievi, degli insegnanti e dei genitori.

Per maggiori informazioni su interventi concernenti questi temi contattare l’Associazione.



 
DAL PERCORSO ESPOSITIVO “QUANDO GLI ANIMALI PARLANO”

- Lettura, ascolto e connessioni di filastrocche di diversi paesi del mondo. Filastrocche che s’imparano con la mente, con la voce, con il corpo.

- Filastrocche da imparare in lingua (disponibile inglese, francese, swahili, wolof, mina).

- Filastrocche da mimare e rappresentare graficamente.

Per maggiori informazioni su interventi concernenti questi temi contattare l'Associazione.





DAL PERCORSO ESPOSITIVO “TI PARLO CON UN VESTITO”


Destinatari dei temi affrontati nelle classi sono i ragazzi delle scuole primarie e secondarie, in stretta attinenza con percorsi di educazione all’immagine, alla convivenza civile, all’educazione ambientale, all’educazione all’affettività riguardo al rapporto tra i generi nelle varie culture.

Si realizzano cicli di incontri sulla lettura critica delle immagini a partire dalla conoscenza del pagne industriale o African print dell’Africa Occidentale.

- Conoscenza del continente africano e delle sue complessità a partire dall’analisi dei tessuti. I tessuti parlano di modelli di vita differenti, introducono alle attività svolte nelle città e nei villaggi, rappresentano le complessità della vita urbana, come il traffico, l’inquinamento, la scolarizzazione, i mezzi di comunicazione di massa. I tessuti si rivelano strumenti utili perché aiutano a evitare una lettura monolitica, astorica e isolata del continente africano.

- Percorsi sulle modalità di comunicazione non verbale. I tessuti african print rimandano a proverbi, messaggi, motti, eventi storici rilevanti e sono un importante strumento di marketing per le aziende pubblicitarie. Attraverso i tessuti africani sono realizzati percorsi per conoscere il linguaggio dell’abbigliamento come mezzo di espressione sociale, e il fenomeno della moda nel mondo degli alunni.

- Uso del tessuto per riflettere sul concetto antropologico di identità e cultura.
L’intera storia dell’African print ci pone di fronte ad un processo di costruzione dell’autenticità per “appropriazione” e a una forma di inventiva culturale che sfrutta in maniera esemplare i meccanismi dell’ibridazione e del collage. Questa stoffa, ritenuta “tipica” dell’Africa, è confezionata in Olanda, Inghilterra, Cina e solo raramente sul continente. È stata introdotta in Africa appena un secolo fa (1893), quando dei soldati ghaneani, partiti per combattere in Asia per conto dell’Olanda, ritornarono nel loro paese diffondendo gli usi giavanesi, trasferendo le caratteristiche del batik nell’uso del pagne nelle regioni che si affacciano sul Golfo di Guinea.

- Percorso sui generi: espressioni e proverbi associati ai diversi motivi delle stoffe costruiscono un vero e proprio linguaggio in cui si riflettono le aspirazioni e le problematiche inerenti alle relazioni tra i generi. Il linguaggio dell’abbigliamento e il fenomeno della moda costituiscono un tema antropologicamente rilevante che, assieme al linguaggio del corpo, trasmette informazioni in merito ad appartenenze, posizioni e ruoli sociali.
In Costa d’Avorio, è interessante l’uso che le donne fanno dell’abbigliamento per trasmettere messaggi attraverso le centinaia di nomi, proverbi, aforismi, motti, abbinati ai vari motivi dei tessuti. Alcune di queste denominazioni sono assegnate dalle grandi commercianti, ma più spesso nascono spontaneamente sul mercato. I proverbi e le espressioni – perlopiù evocativi e didascalici i primi, spesso fantasiose, ironiche o mordaci le seconde – che circolano nel linguaggio delle stoffe, s’ispirano alla vita di ogni giorno, alla saggezza popolare, ai media.

Materiali utilizzati: tessuti african print; video, immagini, giochi di ruolo.

Per maggiori informazioni su interventi concernenti questi temi contattare l'Associazione.



 

 
 

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