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E SE FOSSI ... le infinite diversità

esefossi

E  se fossi alta/o? E se fossi bassa/o? E se fossi bruna/o? E se fossi bionda/o? E se fossi italiana/o? E se fossi straniera/o? E se fossi magra/o? E se fossi grassa/o? E se fossi cristiana/o? E fossi musulmana/o? E se fossi meridionale? E se fossi settentrionale? E se fossi profugo? E se fossi emigrante? E se fossi adulta/o? E se fossi bambina/o? E se fossi omossesuale? E se fossi eterosessuale? E se fossi vegetariana/o? E se fossi onnivora/o? E se fossi occupata/o? E se fossi disoccupata/o? E se fossi attenta/o? E se fossi distratta/o? E se fossi indigente? E se fossi benestante? E se fossi ... e se fossi ...
Essere se stessi, a dispetto di pregiudizi e ignoranze disseminate qua e là, alimentate da appartenenze confessionali, visioni stereotipate delle diversità umane, arroganze culturali retaggio di visioni superate del mondo è la chiave di lettura di questo percorso-laboratorio realizzato dall’Associazione Mani Altri Sguardi.


E  se fossi alta/o? E se fossi bassa/o? E se fossi bruna/o? E se fossi bionda/o? E se fossi italiana/o? E se fossi straniera/o? E se fossi magra/o? E se fossi grassa/o? E se fossi cristiana/o? E fossi musulmana/o? E se fossi meridionale? E se fossi settentrionale? E se fossi profugo? E se fossi emigrante? E se fossi adulta/o? E se fossi bambina/o? E se fossi omossesuale? E se fossi eterosessuale? E se fossi vegetariana/o? E se fossi onnivora/o? E se fossi occupata/o? E se fossi disoccupata/o? E se fossi attenta/o? E se fossi distratta/o? E se fossi indigente? E se fossi benestante? E se fossi ... e se fossi ...
Essere se stessi, a dispetto di pregiudizi e ignoranze disseminate qua e là, alimentate da appartenenze confessionali, visioni stereotipate delle diversità umane, arroganze culturali retaggio di visioni superate del mondo è la chiave di lettura di questo percorso-laboratorio realizzato dall’Associazione Mani Altri Sguardi.


Diversi ma ...

Le diversità culturali portano bellezza al mondo; lo rendono più attraente sotto tutti i punti di vista. Le nostre società, sempre più multietniche e multiculturali, sono una testimonianza inconfutabile di questa ricchezza.

 

Eppure, spesso, in un angolo remoto della nostra natura umana, in una piega nascosta dei nostri pensieri, si nasconde la convinzione che le diversità siano un  pericolo e, pertanto, debbano essere “moderate” se non addirittura negate. È una sorta di difesa istintiva, che ci mette in soggezione – e in allarme – ogni volta che le nostre certezze si sentono minacciate dalle certezze altrui. Per cui, al posto di pensare che le diversità possano e debbano essere coniugate e vissute al plurale, preferiamo rifugiarci nella “singolarità” della nostre convinzioni.


Come te non c’è nessuno

Ogni persona, ogni individuo, ciascuno di noi che legge questa proposta di percorso-laboratorio e vive in questo mondo è unico e originale nel suo modo di essere, di pensare, di vivere, di pregare, di mangiare, di amare.
Questa originalità, che caratterizza ogni individuo, è alla basa di ogni nostra singola “diversità”, ed è bellezza da salvaguardare perché parte integrante della dignità umana. La stessa dignità che dà senso alla vita, perché rende liberi, felici, responsabili, amanti della giustizia, partecipi di ciò che accade nel mondo.


Diversità umiliate

Le diversità – tutte, nessuna esclusa – portano bellezza al mondo se restano tali! Cioè, se restano espressioni individuali di vita senza subire censure, alterazioni, etichettature. Da questa convinzione è nata l’idea di questo percorso-laboratorio che vuole, nel suo piccolo, mettere in guardia dai pericoli che si corrono quando le diversità culturali subiscono umiliazioni. Perché se le diversità non sono rispettate possono alimentare disprezzo e confondersi con:

anormalità - la più superficiale definizione di chi manifesta originalità e visibilmente non accetta di adeguarsi agli standard culturali stabiliti dalla maggioranza dominante;

discriminazione - trattamento non paritario attuato nei confronti di un individuo o un gruppo di individui in virtù della loro appartenenza ad una particolare categoria che non gode del consenso sociale;

pregiudizio - giudizio basato su opinioni precostituite e su stati d’animo irrazionali, anziché sull’esperienza e sulla conoscenza diretta delle persone e dei fatti;

omologazione - approvazione di persone e comportamenti solo nella misura in cui sono simili all’opinione dominante, omogeneizzando e negando le differenze;

sospetto - diffidenza nei confronti di chi manifesta convinzioni diverse da quelle dominanti in un gruppo umano. Di fatto, significa non avere fiducia negli altri, a prescindere dalla buone intenzioni che possono manifestare;

sottomissione - una persona sottomessa è una persona priva di autonomia, soggetta al dominio, all’autorità di altri. È il rischio che corrono coloro che, trovandosi in minoranza in una società a causa delle loro diversità, sono costretti ad accettare le altrui imposizioni;

islamofobia - odio o paura verso l’Islam o verso i musulmani in genere; un’attitudine xenofoba che prende di mira i musulmani presenti, in particolare, nei paesi occidentali;

integralismo - con “integralismo” si qualifica qualunque ideologia, anche religiosa, con cui si mira alla costituzione di un sistema omogeneo in cui non esiste pluralità e, nel caso specifico, diversità;

xenofobia - sentimento di avversione generica e indiscriminata per gli stranieri e per ciò che è straniero, che si manifesta in atteggiamenti e azioni d’insofferenza e ostilità verso le usanze, le culture e gli abitanti di altri paesi;

omofobia - “paura nei confronti di persone dello stesso sesso”; più precisamente indica l’intolleranza e i sentimenti negativi che le persone hanno nei confronti degli uomini e delle donne omosessuali;

misoginia
- sentimento e conseguente atteggiamento d’odio o avversione nei confronti delle donne, generalmente da parte di uomini;

esclusione - è il passaggio conseguente alla discriminazione. Chi subisce discriminazione in virtù di una peculiarità individuale e non accetta di farsi omologare è escluso irrimediabilmente dal gruppo dominante.

 

 
 

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