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Chi ha paura dei diritti civili?


Ma davvero abbiamo paura dell’alterità? Sicuramente più di Germania, Stati Uniti, Spagna e tanti altri stati democratici che hanno saputo dare al loro tessuto democratico linfa vitale attraverso il pluralismo e la promulgazione della tolleranza. La paura del “ diverso” e della “ diversità” sicuramente è , in primis, attribuibile ai partiti politici, troppo legati ai loro voti e sempre meno coraggiosi e capaci di attuare norme che rendano il nostro paese un’avanguardia democratica, e lo dimostrano i vari tentativi degli ultimi anni, dai Pacs all’ultima proposta di legge dell’On. Concia ( Pd ), di promuovere tolleranza contro la discriminazione e introducendo il reato di omofobia ma purtroppo finendo bocciati o in qualche cassetto della Camera. In secondo luogo chi discrimina siamo noi, i singoli cittadini che essendo troppo arroccati nel nostro integralismo ultra cattolico e nel nostro servilismo ecclesiastico, ci scordiamo sempre più frequentemente che gli individui sono tutti uguali indipendentemente dai loro stili di vita, e lo dimostra il fatto che in molte cittadine del nord vi siano un prolificare continuo di gruppi omofobi e filo nazisti.



Ma all’ignoranza della gente si associa anche il fatto che nessuno di noi sa davvero cosa siano i diritti civili. In letteratura I diritti civili sono l'insieme delle libertà e delle prerogative garantite al cittadino dallo Stato a cui esso appartiene. Non riguardano solo il singolo, ma possono estendersi alle organizzazioni di cui il cittadino fa parte (per esempio, le associazioni politiche o legati a scelte o preferenza sessuali). Possono configurarsi quindi come tutele basilari garantite dalla legge, o come diritti politici attivi e passivi. I diritti civili si distinguono dai diritti umani e dai diritti naturali, che sono invece considerati attribuzioni universali che prescindono dalla cittadinanza o dalla legge nazionale.



I diritti civili possono essere estesi dalla legge ai non cittadini che si trovano nei confini territoriali di uno stato, mentre i diritti naturali o i diritti umani sono ritenuti da molti studiosi appartenere a tutti gli uomini, a prescindere dal territorio in cui si trovino.

Per esempio, il filosofo John Locke sosteneva che i diritti naturali della vita, della libertà e della proprietà debbano essere tramutati in diritti civili e protetti dallo stato sovrano tra gli aspetti del contratto sociale. Altri hanno sostenuto che le persone acquisiscano diritti come un dono inalienabile dalla divinità o da un'era precedente a quella della formazione dei governi.

Lo scopo quindi non è di promuovere un determinato stile di vita a discapito di un altro, ma di fare in modo che determinati comportamenti o scelte di vita non siano invalidanti per una condizione di vita normale e che siano tollerati dai cittadini di uno Stato che si professa democratico e pluralista. Detto ciò questa dovrà essere la sfida di Fli, farsi garante di tutto questo. Infatti troppe volte il Presidente Fini ci ha esortato ad agire in questo senso. Facciamo si che Futuro e Libertà sia il vero promotore di un’Italia FUTURISTICAMENTE democratica e LIBERAMENTE pluralista.
 
 

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