.

.

Segnaliamo

sudan

La stagione della migrazione a Nord
di Tayeb Salih
[visita]

__________________ 
 

casamondo

Casamondo
Autori vari
[visita]
__________________ 

 

cat-piccola1

Piccola storia di una famiglia
ed. Lo Stampatello
[visita]

__________________

 
noidomani

Noi domani
di Vinicio Ongini
un viaggio nella scuola multiculturale
[visita]

__________________ 
 

cisaradomani

Ci sarà una volta
Autori Vari
disegni di S. Staino

[visita]

__________________

 
leggere_il_vento

Leggere il vento
di Dinaw Mengestu
[visita]

__________________ 
 
llian

Lian

di Chen Jiang Hong
[visita]

__________________
 
chefalalunadinotte

Che fa la luna di notte?
di Anne Herbauts
[visita]

__________________
 

consigliallebambine

Consigli alle bambine
di Mark Twauin
e Vladimir Radunsky

[visita]
__________________

 

abitareilvestit

Abitare il vestito
Mani Altri Sguardi,
Il Gioco degli Specchi
(a cura di)
[visita]

__________________ 

 
storiacortadiunagoccia

Storia corta di una goccia
di Beatrice Alemagna
[visita]

__________________
 
notturnalberigrande

La vita notturna
degli alberi

di Shyam Bhajji, Urveti Ram Singh, Bai Durgan
[visita]

__________________
 

terreimmaginatecop

Il libro delle terre immaginate
di Guillaume Duprat
[visita]


__________________

 

proboscide

Perché l'elefante ha la proboscide?
AA. VV. cartoons
dalla Tanzania

[visita]

__________________ 

 
scimmiedondolano

Perché le scimmie dondolano sui rami?
AA. VV. cartoons
dalla Tanzania
[visita]

__________________
 
 
arton3019
Raja il più grande mago del mondo
Carl Norac, Aurélia Fronty
[visita]

__________________ 
 
kirikuelagiraffa
Kirikù e la giraffa
di Ocelot Michel, Moreaux Sylvie, Lebel Marianne
[visita]
__________________
 
leabitudinidellacqua

Le abitudini dell'acqua
di Gaetano Mangiameli
[visita]

__________________
 

piasere

A scuola tra antropologia e educazione
di Leonardo Piasere
[visita]

__________________

 
statiunitiafrica

Gli Stati Uniti d'Africa

di Abdourahman Waberi [visita]

__________________ 

Cerca nel sito:

APPUNTAMENTI

Libri in viaggio

male_programma

Mostre, letture, laboratori, giochi. 
Dal 22 al 31 maggio, Biblioteca Comunale
di Malè (TN).

Leggi tutto...
 
Alf@beti, abecedari di ieri e di oggi

logoalfabeti

 

 

 

 

 

 

Il nuovo percorso-laboratorio dell'Associazione Mani Altri Sguardi. [depliant e locandina]

_______________________

 
Gli accessori delle identità

logo-valigia

Percorso-laboratorio dell'Associazione Mani Altri Sguardi. [depliant e locandina]

_______________________ 
 
Leggere le identità


Programma radiofonico
su Radio Trentino Inblu
images-1
[podcast]

_______________________ 

 
Living together 'in' diversity

charlie_brown

National societies in the multicultural age.
[visita]


_______________________ 
 
L'Italia sono anch'io

Campagna per i diritti di cittadinanza e il diritto di voto per le persone di origine straniera.
italiasonoanchio1
[visita]


_______________________ 

 
Le seconde generazioni

secondgenerazioni

e il problema dell'identità culturale: conflitto culturale o generazionale? [scarica pdf]


_________________________ 

 
Aux bords de l’Europe

maniok1

Aux bords de l’Europe: l’externalisation des contrôles migratoires
Migreurop. Rapporto 2010-2011
l’externalisation des contrôles migratoires.
Rapporto 2010-2011
[visita]

 


______________________ 
 
________________

 

Partner

 

logo_cestim2


giocospecchi


ci segnala:
PRESIDENZA del Consiglio dei Ministri
rete pari opportunità 

 
Violenza sulle donne, problema globale

 

 

Chi scherza su la violenza sessuale alle suore, chi dispensa giudizi fisici sentendosi bello, chi, come si rammenta il “Rapporto ombra” che la piattaforma italiana “Lavori in Corsa: 30 anni CEDAW” ha presentato alle Nazioni Unite a luglio, alla serissima domanda: “Sindaco, quali sono le sue aspirazioni?” risponde: “La mia unica aspirazione è trombarmi una diciottenne”. Nel Rapporto ombra, realizzato con il lavoro di 8 Ong (Pangea, Giuristi Democratici, ActionAid, ARCSARCI, Cultura e Sviluppo, IMED, Differenza Donna, Be Free, Fratelli dell’Uomo) per supplire al governo italiano che non presenta rapporti dal 2009, si descrive bene lo stato di (non) attuazione da parte dell’Italia della Convenzione ONU per l’Eliminazione di ogni forma di Discriminazione nei Confronti della Donna (CEDAW), tanto che, dopo aver preso in esame il rapporto, le Nazioni Unite hanno espresso particolare preoccupazione per l’immagine della donna come oggetto sessuale e ha invitato l’Italia a mettere in atto una politica per superare l’immagine degli stereotipi relativi alle donne e ai loro ruoli nella società e nella famiglia, in linea con la Convenzione Onu ratificata anche dall’Italia.

Anna Pramstrahler che lavora con la Casa delle donne di Bologna e ha coordinato la ricerca sul femminicidio nel Rapporto ombra sostiene che “il comitato delle Nazioni Unite ha ammonito in maniera grave il governo italiano sul femminicidio, che risulta aumentato nel corso degli ultimi 6 anni”, e chiede all’Italia di svolgere ricerche e azioni per fermare questi delitti. “La cosa assurda - continua Anna Pramstrahler - è che mentre in Francia e in Spagna lo stato ha istituito un osservatorio speciale per il femminicidio, qui il Ministero degli Interni non ha mai avuto dati ufficiali”. Il femminicidio, che è una conseguenza estrema della violenza di genere in quanto totale controllo sulla donna, è anche l’estrema ratio di chi dice che del nostro corpo può disporre, sia teoricamente che materialmente. “In verità è una tragedia e alcune donne sono costrette a cambiare città e a nascondersi. Una volta una donna è venuta da noi con la parrucca e camuffata: Chi l'ha visto la cercava ma lei aveva paura del marito e voleva sparire. La violenza alle donne è una cosa seria, 20 anni fa non esisteva, esisteva solo il reato, ed è stato con l'emergere dei centri antiviolenza che abbiamo iniziato a portare il dato della violenza dall'oscuro”.

E' per non tornare a questo oscurantismo che le donne italiane non hanno mai smesso di lottare, di lavorare, di organizzarsi, ed è con questa intenzione e con questa forza che martedì 11 ottobre si aprirà a Roma (alla Sala della Protomoteca al Campidoglio dalle 9.30) la XIII Conferenza Internazionale contro la violenza di genere (www.direcontrolaviolenza.it) organizzata dalla rete europea Wave (Women against Violence Europe) e dall’Associazione Nazionale italiana D.i.Re, che fa parte della rete europea e che coordina 58 centri antiviolenza in Italia, le cui avvocate hanno svolto per anni ricerche sui provvedimenti giudiziali civili e penali emessi sul tema della violenza contro le donne.

“Questa Conferenza internazionale è una occasione importante per portare all’attenzione dei media, delle istituzioni e della politica la situazione della violenza di genere – sottolinea Titti Carrano, presidente di D.i.Re - ma anche dimostrare come le donne italiane in questi anni non sono state lì con le mani in mano a farsi insultare. Abbiamo lavorato seriamente all’elaborazione di strumenti e misure, comprese quelle legislative, volte all’eliminazione della discriminazione contro le donne e la promozione della parità di genere.

L'Unione europea da tempo conferisce carattere prioritario all’eliminazione della violenza contro le donne e tutte le sue azioni sono in una prospettiva di lungo periodo. Concentrandosi sul tema delle violenze perpetrate nei confronti delle donne e delle ragazze, l’UE si dota di strumenti per agire efficacemente contro quella che rappresenta attualmente una delle principali violazioni dei diritti umani nel mondo. Noi abbiamo un ritardo di politiche di genere enorme rispetto ad altri stati dell’Unione Europea. Nel mio lavoro con i Centri antiviolenza gestiti da Differenza Donna, ho incontrato tantissime donne e ciascuna con un racconto terribile di violenze, soprusi e torture quotidiane”.

Il convegno, che quest’anno sarà aperto dalla ministra per le pari opportunità Mara Carfagna, vedrà 50 relatrici da tutto il mondo e un afflusso di circa 500 esperte. Ci saranno rappresentanti della politica istituzionale italiana e europea, e sarà presentato anche un focus particolare sul mondo arabo con rappresentanti di organizzazioni di donne provenienti da Tunisia, Algeria, Marocco, Libano e Palestina.
In questo incontro di tre giorni saranno illustrati i dati e l’esperienza delle reti dei Centri antiviolenza sparsi in tutto il mondo con professioniste che lavorano in diversi settori della società, della politica, della ricerca, dell’università e della giurisprudenza, che hanno come preciso intento quello di dare risposte concrete e strategicamente competenti per combattere e prevenire la violenza di genere.

“In Italia spesso gli esponenti politici, indipendentemente dall’appartenenza politica e dalla carica istituzionale ricoperta – dice Carrano, che ha partecipato anche alla redazione del Rapporto ombra come avvocata - utilizzano un linguaggio sessista, misogino, omofobo e stereotipato sia in dichiarazioni pubbliche che ai mass media. Queste frasi, questi stereotipi, contenuti nelle dichiarazioni di rappresentanti istituzionali, minano la posizione sociale della donna e peggiorano la sua immagine rendendola ancora più vulnerabile”.

A lanciare la proposta di fare un convegno annuale sulla violenza di genere è stata la rete europea Wave (Women against violence Europe) che ha sede a Vienna e che coordina circa 4.000 centri antiviolenza in Europa. Il network raccoglie, oltre i 27 Stati dell’Unione Europea, anche la Croazia, la Turchia e altri paesi dei Balcani, per un totale di 46 Paesi che fanno riferimento all’organizzazione.

Nata nel 1995, Wave ha come obiettivo l’affermazione dei diritti delle donne e dei minori, lavora sulla prevenzione facendo riferimento a tutte le convenzioni e dichiarazioni europee e internazionali (ONU, Piattaforma di Pechino, etc.), ha un’attività di impulso sul piano normativo europeo cui partecipa attivamente e attua ricerche con output come i “Country report” di 44 paesi regolarmente aggiornati. Malgrado il lavoro capillare e l’avanzamento dell’Europa in questa materia, Julia Girardi, coordinatrice di Wave, spiega che “la mancanza di studi di genere rende difficile avere un quadro esaustivo sulla violenza di genere in Europa, anche se è certo che questo fenomeno è ancora uno dei problemi sociali più gravi ed è ancora sottostimato e affrontato in maniera insufficiente, e ci rendiamo conto che, guardando le statistiche, la legislazione e i servizi nei paesi dell’Est europeo e nei nuovi membri dell’Unione sono ancora più insufficienti”.

A livello mondiale sia il gruppo italiano, D.i.Re, che quello europeo, Wave, partecipano al GNWS, il Global Network of Women’s Shelters, la rete internazionale che, nata nel 2008 durante il primo convegno mondiale dei Centri antiviolenza NGO a Edmonton in Canada con 1.000 delegate dei centri antiviolenza di tutto il mondo, ha definito i suoi obiettivi nel 2009 con la fondazione di una Federazione mondiale. Il GNWS, che raccoglie annualmente i dati delle donne accolte nei centri antiviolenza (Global data count) il 2 marzo 2010 era a New York alla 54a sessione della Commissione sullo status delle donne delle Nazioni Unite dove ha discusso, insieme a ministre provenienti da diversi paesi, la politica di contrasto alla violenza a livello internazionale. Dal 27 febbraio al 1 marzo 2012 si svolgerà l’attesissimo Convegno Mondiale che comprende tutti i centri antiviolenza del mondo e che si svolgerà a Washington con 3.000 delegate. Il suo slogan: “Un movimento globale per porre fine alla violenza contro le donne e i loro figli”, il suo scopo: “Un mondo uguale dove le donne e i loro figli possano vivere libere dalla violenza”.
 
 

maopode :: design