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L’ITALIA DELL’AMBIENTE FERITO RACCONTATA AI RAGAZZI
su repubblica.it (10/04/2010)
Brevi reportage sulle condizioni dei fiumi. Analitici racconti sulla distruzione delle sempre più rare isole di verde in città. Sondaggi sulle opinioni dei giovani effettuati nei centri commerciali. Testimonianze di amarissimi disvelamenti sulla condizione della propria città e accorate dichiarazioni d'amore nei confronti degli animali e degli spazi a rischio nel nostro territorio. Tantissimi gli articoli che sono arrivati dalle oltre seimila scuole che partecipano al progetto di "Repubblica" in occasione del concorso indetto dal Festival internazionale di giornalismo di Perugia e dal nostro giornale.

A vincere il concorso è Clara Macor, studentessa del Liceo Classico Alessandro Volta di Como. Clara sarà così l'inviata di Repubblica.it al festival e, il 21 aprile a Perugia, potrà incontrare e intervistare Leo Hickman, "firma" del Guardian ed esperto mondiale di ambiente.
Le colpe dell'Italiano Medio. Nel suo articolo, dall'esplicativo titolo "L'Italiano Medio", la studentessa ha messo in evidenza le contraddizioni, in tema d'ambiente, tra le opinioni e i comportamenti di ciascuno di noi: "Si fuma l'ultima sigaretta, la finisce e butta il mozzicone a terra, l'Italiano Medio. L'Italiano Medio si lamenta riguardo il "problema rifiuti", eppure non contribuisce a risolverlo. L'Italiano Medio si sposta solo ed esclusivamente in macchina. L'Italiano Medio odia lo smog. Egli pensa: "Non va bene così", ma non muove un dito per cambiare la situazione. Dal nord, al sud. Nessuno si salva. Dal petrolio nel Po alla Napoli dei rifiuti. L'Italiano Medio sa che ci vogliono anni per smaltire la plastica, la carta e tutto il resto. L'Italiano Medio butta piattini e fazzoletti di carta nell'erba fresca. L'Italiano Medio è così pigro che, anche con il cestino a mezzo metro di distanza, preferisce far cadere i suoi rifiuti sul terreno. "Tanto da solo non posso cambiare il Mondo" dice: e non li raccoglie. Questa è l'Italia".
Lo smog di Torino. Ma le parole degli studenti-reporter di Repubblica sono tutte da ascoltare e leggere con attenzione. Dal Piemonte, l'articolo di reoconfesso descrive quel che accade nel capoluogo: "E' veramente difficile trovare una giornata con un cielo limpido e splendente a Torino. Il sole si fa vedere e sentire, ma all'orizzonte si può notare una fitta nebbiolina che oscura un po' la luce diurna: quello è lo smog. Cinquanta microgrammi per metro cubo di Pm10, ovvero quelle microparticelle derivate dai processi naturali e artificiali di combustione, è la soglia limite che non deve essere superata affinché le polveri sottili siano nocive per la salute dell'uomo. Purtroppo nel 2008 nel capoluogo piemontese si è superato per ben centocinquantuno volte tale limite."
Coste assediate dalla speculazione edilizia. Juliancarax, dal canto suo, denuncia le condizioni del "suo" Gargano. E' sufficiente, dice, mettersi a guardare: "A pochi chilometri di distanza si scorge un'accozzaglia di case lunga chilometri, tutta sull'istmo tra il mar Adriatico e il Lago di Lesina. Sembrano fare a gara per stare tutte insieme in uno spazio ristretto. Più di cinquanta anni fa quell'istmo era naturale, selvaggio". E quando si chiede se è il caso di demolire tutto per ristabilire un equilibrio naturale, risponde con amarezza: "Ormai è tardi, il danno è fatto".
Le opinioni e le azioni dei giovani. C'è anche chi ha deciso di intervistare i propri coetanei in un centro commerciale. Così ha fatto Alex93dj che riporta i risultati con un pizzico sconcerto: "Su 48 ragazzi e ragazze tra i 16 e i 19 anni, 36 alla domanda "Che ne pensi dei problemi dell'ambiente" hanno risposto "Non mi interessa"; 40 alla domanda "Cosa fai per l'ambiente?" hanno risposto "Nulla. E anche se lo facessi non cambierebbe nulla. Quindi è inutile". Uno soltanto ha risposto "Riciclo, non butto niente per terra e cerco il più possibile di fare qualcosa perché sono convinto che possiamo cambiare la situazione". L'autore dell'inchiesta confessa di sperare di avere incontrato i giovani sbagliati e che la sua indagine sia parziale e non esaustiva, però se così non fosse, "se davvero questa generazione avrà nelle proprie mani il futuro del pianeta che cosa potrebbe accadere? Non lo so e non lo voglio sapere".
Gli alberi e il parcheggio. Da Milano beethoven95 descrive quel che è accaduto a Villa Clerici: "Ospitava molte varietà di alberi tra cui faggi, ciliegi, pioppi, pini e molti altri; negli ultimi anni il comune di Milano assieme ai monaci proprietari della villa hanno deciso di costruire un grande parcheggio proprio davanti al mio balcone e per completare quest'opera occorreva abbattere molti alberi della villa che esistevano da molti anni prima che noi nascessimo e che venisse costruito il nostro condominio. Cominciarono ad arrivare le ruspe a sradicare gli alberi, poi i trattori a portare via l'erba e la terra; per finire arrivarono i camion a togliere i tronchi degli alberi accatastati dalle ruspe in un angolo... E questo è solo l'inizio. Della fine".
Quel colore rossastro e la diossina. Alkor2 scrive da Taranto. Racconta il suo amore per la città e per quelle "speciali" caratteristiche: "Mi piace perché ha due mari, mi piace perché ha una grande storia, mi piace anche per via dei suoi bei colori sfumati sul rossastro. Da quando sono nato c'è una enorme industria siderurgica chiamata inizialmente Italsider e poi Ilva, che emana fumi da alcune ciminiere che per me sono quasi parte integrante della cittadina e ne esaltano le caratteristiche. Mi hanno sempre affascinato anche quelle piccole polveri trasportate dal vento, che coprono strade, palazzi, muri, monumenti... e li rendono di un colore rossastro che tanto mi piace". E poi, dice dell'amaro disvelamento: "Guardandomi intorno per la città ho notato strane cose. Sui balconi dei palazzi ho letto vari slogan tra cui il più comune è "Ti svegli la mattina respirando la diossina"."
I fiumi, le discariche e il business. Follettina scrive: "Lungo le rive del fiume Sele, che attraversa il mio paese ci sono cumuli di spazzatura come taniche di olio, bombole di gas, buste piene di rifiuti. La natura incontaminata è stata inquinata da gente irresponsabile. La presenza di questi rifiuti costituisce un pericolo per la salute pubblica e la salvaguardia ambientale". Pazzerella98 racconta la storia di un frutteto e di una discarica: "L'arrivo dell'estate è sempre stato per me un evento straordinario, perché era il periodo per andare con mio nonno in campagna a raccogliere gli splendidi frutti succosi che, come d'incanto, apparivano sui rami del ciliegio, del pesco, del fico." Poi è arrivata la discarica a poche centinaia di metri dal frutteto a rovinare tutto. Da Casal di Principe, darkangel, scrive "l'aria è avvelenata per colpa dei rifiuti tossici controllati dalla camorra per un business economico che ha portato negli ultimi anni l'aumento di molte malattie ma più specificatamente cancro ai polmoni, proprio perché questi veleni si respirano nell'aria. Nell'ultimo anno si sta accertando anche l'inquinamento dell'acqua potabile".
Le frane e disastri. Infine il racconto di pretty23: "Quando ero piccola mi piaceva molto giocare con le costruzioni ad incastro. Mi ricordo che ogni pomeriggio costruivo casette, piccole grandi con i tetti rossi a più piani, anche con la cuccia del cane. Le disponevo una vicina all'altra e formavano una piccola città. Poi finivo i mattoncini e allora bum... con un calcio mandavo tutto all'aria e sul tappeto si spargevano i pezzi colorati e io ricominciavo. Quando ho visto i disastri che le frane avevano prodotto in Sicilia e in Calabria dove molti paesi a causa delle frane e delle piogge sono stati sbriciolati, mi è venuto in mente il mio gioco, solo che io ritrovavo sparsi mattoncini di plastica colorati e le case distrutte non erano abitate da persone". |