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MAPPE, ROTTE E PARALLELI

Tratto da “Sillabario dei Tempi Tristi” - Ilvo Diamanti (Feltrinelli, 2009)

[Confini]Faccio fatica e anzi non riesco a riconoscermi in questo territorio informe, in questa plaga immobiliare per me senza senso; dove le relazioni personali si chiudono e si isolano, comunicano attraverso i cellulari, internet , i social network, dove le paure sono le lenti degli occhiali con cui guardiamo gli altri e il mondo, dove il mondo e gli altri arrivano nelle case e gli occhi delle persone attraverso i media.

[Orientarsi]Fatico a orientarmi dove gli stranieri appaiono nemici, dove anche gli altri appaiono nemici. Perché tutti diventano stranieri – e potenzialmente nemici, altri da noi – in un mondo e in un territorio che non conosciamo e in cui non ci riconosciamo. Che non conosco e in cui non mi riconosco.

[Occhi]… perché si nascondono gli occhi. E gli occhi parlano di noi più di qualsiasi parola. Trasmettono e rivelano emozioni, sentimenti, paure. Il popolo degli occhiali neri è una folla di persone che vogliono vivere come se fossero da sole, ma insieme agli altri. (…) Con poche pause e poche riserve. A casa propria, con la cerchia delle persone più vicine. L’uomo che guarda senza essere visto pur sapendo che tutti gli altri lo guardano. Una società guardona e guardata al tempo stesso. Per paura degli altri, nasconde – e sta perdendo – gli occhi.

 

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