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La triste classifica delle vittime innocenti
di Antonio Cervi, su www.educare.it (30/5/2017)

La sera del 22 maggio 2017, intorno alle 22.30, un uomo si è fatto esplodere alla Men Arena di Manchester, nel Regno Unito, poco dopo la fine del concerto della cantante statunitense Ariana Grande. Sono morte almeno 22 persone (tra cui bambine e adolescenti) e almeno altre 59 sono rimaste ferite. Due giorni dopo, il 24 maggio, al largo del porto libico di Zuara si è capovolta un’imbarcazione che trasportava più di cinquecento persone. Gli operatori dell’ong maltese Moas hanno detto di aver recuperato 34 corpi, per la maggior parte bambini.
Due eventi simili nei loro effetti tragici, ma così distanti e distinti nelle nostre percezioni. Una sollevazione mondiale di sdegno di fronte alle vittime innocenti colpite in Europa, lunghe analisi politiche e militari, impegni al G7 di Taormina per fronteggiare con maggior fermezza il terrorismo. Per le nuove vittime della disperazione invece, poco meno del silenzio sui media, morti che non fanno più notizia e non arrivano a turbare l'emotività di un'oponione pubblica assuefatta (o distratta).
Si rinnova anche in questi eventi la logica inqualificabile dei "due pesi, due misure", che non giova di certo alla costruzione di un mondo pacifico e fondato sulla giustizia per tutti.
La sera del 22 maggio 2017, intorno alle 22.30, un uomo si è fatto esplodere alla Men Arena di Manchester, nel Regno Unito, poco dopo la fine del concerto della cantante statunitense Ariana Grande. Sono morte almeno 22 persone (tra cui bambine e adolescenti) e almeno altre 59 sono rimaste ferite. Due giorni dopo, il 24 maggio, al largo del porto libico di Zuara si è capovolta un’imbarcazione che trasportava più di cinquecento persone. Gli operatori dell’ong maltese Moas hanno detto di aver recuperato 34 corpi, per la maggior parte bambini.
Due eventi simili nei loro effetti tragici, ma così distanti e distinti nelle nostre percezioni. Una sollevazione mondiale di sdegno di fronte alle vittime innocenti colpite in Europa, lunghe analisi politiche e militari, impegni al G7 di Taormina per fronteggiare con maggior fermezza il terrorismo. Per le nuove vittime della disperazione invece, poco meno del silenzio sui media, morti che non fanno più notizia e non arrivano a turbare l'emotività di un'oponione pubblica assuefatta (o distratta).
Si rinnova anche in questi eventi la logica inqualificabile dei "due pesi, due misure", che non giova di certo alla costruzione di un mondo pacifico e fondato sulla giustizia per tutti. 
 
 

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