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Il ruolo dell'attività fisica nell'apprendimento, soprattutto a scuola
La dicotomia fra corpo e mente è da ascriversi alla filosofia di Cartesio. Secondo le teorizzazioni del filosofo francese, ogni uomo possiede due entità separate con differenti funzioni, ovvero il corpo che presiede al movimento e la mente che ha la funzione di pensare e di imparare. Questa ideologia dicotomica ha influenzato i sistemi di istruzione nell’ambito della cultura occidentale. Tutto ciò si riflette nella quotidianità scolastica: durante lo svolgimento delle lezioni, gli alunni devono obbligatoriamente restare seduti. In altre parole, mentre la mente è impegnata a lavorare, il corpo svolge una funzione passiva, quasi di asservimento e di non disturbo al lavoro della mente.
Diverse evidenze scientifiche hanno dimostrato che l’attività fisica svolge un ruolo notevole sia per la salute del corpo che della mente. Qualsiasi attività fisica, in particolar modo il camminare e l’andare in bicicletta, ha dei riverberi positivi sugli apprendimenti scolastici. Questo si realizza per diverse ragioni.
In primo luogo, l’attività fisica stimola la neurogenesi, ovvero la nascita di nuove cellule nervose (i neuroni). Essa costituisce un meccanismo di autorigenerazione del cervello. Dopo la nascita la neurogenesi è particolarmente attiva nella zona cerebrale dell’ippocampo. Da qui le cellule prodotte migrano in altre zone del cervello e si differenziano, a seconda della localizzazione.
In secondo luogo, l’attività fisica incrementa il rilascio di BDNF, una proteina neurotrofica, che implementa i processi di crescita cerebrale. In pratica, il BDNF accresce la comparsa dei prolungamenti dendritici nelle cellule cerebrali e la creazione di nuove sinapsi fra neuroni. Diverse ricerche hanno mostrato che esiste una correlazione marcata fra attività fisica, produzione di BDNF e miglioramento dell’apprendimento. A questo riguardo, si è dimostrato che il ciclismo incrementa la capacità di imparare più parole in ambito linguistico.
In terza istanza, l’attività fisica ha un’influenza notevole su due strutture cerebrali, l’ippocampo e la corteccia entorinale, che sono alla base della memoria a breve termine. In pratica, l’attività corporea incrementa il loro volume.
Come quarto elemento, si può menzionare il ruolo positivo che l’attività fisica svolge sul controllo cognitivo. Con tale costrutto si intende una serie di funzioni esecutive che hanno un impatto notevole sugli apprendimenti scolastici, quali l’attenzione, la capacità di ragionamento, la capacità di pianificazione, l’abilità di risolvere un problema, la capacità di decidere, la flessibilità cognitiva, il controllo inibitorio verso gli stimoli distrattori e la memoria a breve termine.
In ultimo, l’attività fisica interviene sul rilascio dei neurotrasmettitori. Diversi studi hanno messo in evidenza che le attività corporee incrementano il rilascio dell’acido gamma - amino - butirrico (GABA), un neurotrasmettitore che ha un ruolo lenitivo nei confronti delle sindromi ansiose e depressive. Questi quadri clinici talvolta possono inficiare i processi di apprendimento.
di Vincenzo Amendolagine, su www.educare.it (8/5/2017)

La dicotomia fra corpo e mente è da ascriversi alla filosofia di Cartesio. Secondo le teorizzazioni del filosofo francese, ogni uomo possiede due entità separate con differenti funzioni, ovvero il corpo che presiede al movimento e la mente che ha la funzione di pensare e di imparare. Questa ideologia dicotomica ha influenzato i sistemi di istruzione nell’ambito della cultura occidentale. Tutto ciò si riflette nella quotidianità scolastica: durante lo svolgimento delle lezioni, gli alunni devono obbligatoriamente restare seduti. In altre parole, mentre la mente è impegnata a lavorare, il corpo svolge una funzione passiva, quasi di asservimento e di non disturbo al lavoro della mente.



Diverse evidenze scientifiche hanno dimostrato che l’attività fisica svolge un ruolo notevole sia per la salute del corpo che della mente. Qualsiasi attività fisica, in particolar modo il camminare e l’andare in bicicletta, ha dei riverberi positivi sugli apprendimenti scolastici. Questo si realizza per diverse ragioni.

In primo luogo, l’attività fisica stimola la neurogenesi, ovvero la nascita di nuove cellule nervose (i neuroni). Essa costituisce un meccanismo di autorigenerazione del cervello. Dopo la nascita la neurogenesi è particolarmente attiva nella zona cerebrale dell’ippocampo. Da qui le cellule prodotte migrano in altre zone del cervello e si differenziano, a seconda della localizzazione.

In secondo luogo, l’attività fisica incrementa il rilascio di BDNF, una proteina neurotrofica, che implementa i processi di crescita cerebrale. In pratica, il BDNF accresce la comparsa dei prolungamenti dendritici nelle cellule cerebrali e la creazione di nuove sinapsi fra neuroni. Diverse ricerche hanno mostrato che esiste una correlazione marcata fra attività fisica, produzione di BDNF e miglioramento dell’apprendimento. A questo riguardo, si è dimostrato che il ciclismo incrementa la capacità di imparare più parole in ambito linguistico.

In terza istanza, l’attività fisica ha un’influenza notevole su due strutture cerebrali, l’ippocampo e la corteccia entorinale, che sono alla base della memoria a breve termine. In pratica, l’attività corporea incrementa il loro volume.

Come quarto elemento, si può menzionare il ruolo positivo che l’attività fisica svolge sul controllo cognitivo. Con tale costrutto si intende una serie di funzioni esecutive che hanno un impatto notevole sugli apprendimenti scolastici, quali l’attenzione, la capacità di ragionamento, la capacità di pianificazione, l’abilità di risolvere un problema, la capacità di decidere, la flessibilità cognitiva, il controllo inibitorio verso gli stimoli distrattori e la memoria a breve termine.

In ultimo, l’attività fisica interviene sul rilascio dei neurotrasmettitori. Diversi studi hanno messo in evidenza che le attività corporee incrementano il rilascio dell’acido gamma - amino - butirrico (GABA), un neurotrasmettitore che ha un ruolo lenitivo nei confronti delle sindromi ansiose e depressive. Questi quadri clinici talvolta possono inficiare i processi di apprendimento.

Fonte: Macedonia, M., Repetto, C. (2017). Why Your Body Can Jog Your Mind. Front. Psychol. 8:362. DOI: 10.3389/fpsyg.2017.00362
 
 

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