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kiriku-e-la-strega-karaba KIRIKU' E LA STREGA KARABA', di Michel Ocelot, Francia, Belgio, Lussemburgo 1999

Una vocina si ode dall'interno del ventre di una mamma incinta: "Mamma, dammi la vita!". "Un bimbo che sa parlare dal ventre di sua madre, può far nascere se stesso", replica la mamma. E così il bimbetto esce dalla pancia, taglia il proprio cordone ombelicale ed esclama: "Mi chiamo Kirikù".


Kirikù è un bambino speciale: nasce, piccolissimo, in un villaggio africano e, appena nato, parla, cammina gattoni e si taglia il cordone ombelicale. “Un bambino che nasce da solo e si taglia il cordone ombelicale da solo, si lava da solo …”, gli dice dolcemente la madre, quando Kirikù le chiede di lavarlo.

Il villaggio in cui nasce Kirikù è vessato dalle angherie della strega Karabà, e tutti gli uomini del villaggio sono partiti, senza più tornare, per combatterla.
Anche Kirikù, naturalmente, vuole partire per combatterla, ma, soprattutto, vuole trovare una risposta alla domanda: “perché la strega Karabà è cattiva?”.
Kirikù partirà per un viaggio iniziatico, che lo porterà dal Vecchio della Montagna, prima, che gli svelerà il segreto della cattiveria della strega e poi nel cuore stesso della strega Karabà.
La strega è piena di odio e di dolore per una spina che, tanti anni prima, uomini cattivi le hanno infilato nella schiena. Solo i dentini di un bambino possono strapparle quella spina e quel dolore. La strega, dopo il coraggioso intervento di Kirikù, diventerà una donna bellissima, che trasformerà il piccolo Kirikù un uomo coraggioso.
 
 

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