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RITAGLI DI CORTE
LE "APPLICAZIONI SU STOFFA" DEL BENIN
 

La mostra è dedicata all’Africa, alle sue ricchezze artistiche e culturali. Anzi, questa mostra è dedicata a una regione africana da sempre ricca di fermenti artistici: la costa occidentale.

Di più. La mostra è dedicata a un paese dell’Africa occidentale in particolare: il Benin.

A dire il vero la mostra racconta le tradizioni artistiche e tessili di un gruppo del Benin: i Fon.

Per correttezza bisogna dire che questa mostra illustra l’arte dei sarti e dei ricamatori della corte di Abomey. Oggi, come in passato, questi artisti confezionano splendide applicazioni su tessuto.

Perdonate l’imbroglio linguistico, ma non è stato casuale. Siamo partiti dalla vastità del continente africano (grande circa cento volte l’Italia) per arrivare a parlare di un gruppo di artisti-artigiani di Abomey (Benin), perché ci sembra opportuno mettere in risalto la grandezza dell’Africa,  intesa in senso geografico ma soprattutto in senso artistico e culturale. Questo, perché “ignoriamo” le realtà africane, le conosciamo male, le confondiamo e le generalizziamo.

 Per esempio, restando nel campo delle creazioni artistiche, «il termine usato ed abusato di "arte africana" appare veramente inadeguato quando ci riferiamo alle culture dell'Africa intera. A quale tipo di "arte" alludiamo? E a quali Paesi e a quali delle antiche aree culturali? Penso che nessuno, per descrivere nello stesso momento l'arte Fiamminga, il Surrealismo e l'arte della Grecia classica userebbe il termine di "arte europea", ma bensì farebbe una precisa distinzione sia di spazio (luogo) che di tempo (epoca). Così, quando qualcuno volesse parlare di "arte americana" non potrebbe certo alludere contemporaneamente all'arte degli indiani Hopi o Kwakiutl, alla Pop Art e all'arte dei popoli sudamericani prima di Colombo».

Allora, che fare? Semplice: per prima cosa curiamo il linguaggio. Impariamo a dire, per esempio, “Afriche” (così come diciamo Americhe). Sarebbe più corretto: pensate alle innumerevoli varietà del continente africano, dall’Egitto al Sudafrica, dal Senegal alla Somalia, dai tropici all’equatore, dai deserti alle savane. E poi a quante ce ne sono ancora all’interno di ogni Paese e nella “diaspora”, cioè tra quegli africani che vivono in Italia, in Europa, nel mondo intero.

A che cosa servono tutti questi distinguo? A rispettare e a conoscere meglio gli “altri”. Ma si potrebbe anche dire: a conoscere meglio gli “altri” per rispettarli. Questo è il primo passo per guardare e vedere le realtà del mondo con “oggettività”, superando gli ostacoli che ci privano della nostra stessa libertà: gli integralismi, i pregiudizi, le omologazioni culturali.

Se questa mostra, nel suo piccolo, ci aiuterà a conoscere meglio la storia di una microscopica ma preziosa parte dell’Africa, avrà raggiunto l’obiettivo per il quale è stata pensata. In fondo è così che il mondo cambia: passo dopo passo.


I MATERIALI IN MOSTRA

Pannelli mostra (formato 50 x 70)    12 pezzi

Ritagli dal Benin (varie misure)        15 pezzi

Stoffe e dipinti (varie provenienze)    15 pezzi


LABORATORIO


Tessitura; collage applicativo su stoffa; bambole

 

SUSSIDI

Fotografie di stoffe; libretto operativo per i bambini; schede di approfondimento; bibliografia.

 

per informazioni:

055.3215128 - 349.5566186  -  340.8110087
 
manialtrisguardi@yahoo.it